28/10/2016
NUOVI ARRIVI IN CASA PAPA FRANCESCO: QUI NESSUNO E' STRANIERO!

Non leggete quest'articolo se volete stare tranquilli.

Comodi e fermi nelle vostre convinzioni. Religiose, politiche o ideologiche che siano. Chiusi nella vostra realtà fantastica, immaginaria, raccontata da qualche telegiornale, filtrata da bufale di Facebook, realtà piena di santo buon senso, che in genere è meno buono e meno santo di quello che si crede.

Credete pure alla realtà di un mondo di immagini e di consumismo: narcisi in cerca di un amore che non arriverà mai perché tarato su listini di mercato. 
Credete pure che il nostro occidente, civile e corretto, sia la culla del rispetto e della dignità dell'uomo.

Ma mentre credete a queste cose, spero non abbiate la fortuna (si, la fortuna!!!) di incontrare il piccolo Jimmy, scappato con un viaggio di 5 mesi dalla Somalia, arrivato domenica scorsa, insieme a suo fratello, a Casa Papa Francesco con i suoi 10 o 11 anni appena, il suo corpo denutrito, qualche malanno incubato, due occhi desiderosi di futuro e un volto che non ha dimenticato il sorriso, nonostante tutto. 
Spero non abbiate la fortuna di incontrare Hague e Mohamed, adolescenti egiziani pieni di domande sul proprio futuro, portatori di culture diverse, testardi e dolci, con una perenne nostalgia di casa. Nonostante qui si sentano al sicuro e come in famiglia.

Sapete le loro storie, i loro volti, potrebbero farvi cambiare idea. Potrebbero farvi ricredere. Potrebbero spingervi al pericoloso rischio di informarvi sul serio, fino addirittura ad arrivare a scoprire che forse non tutto è come sembra. E che in Egitto come in Somalia, in Libia come in molte zone dell'Africa gli interessi economici del nostro occidente civile sono alla base di molti, se non tutti, dei malanni che affliggono quelle terre.

Non informatevi per favore: sarete costretti a rivedere tante cose, iniziando dallo stile di vita o a decidere di essere volutamente incoerenti. O magari, se credenti, dovrete capire se restare pieni di fervore per una statua o per il decoro delle mura e assolutamente indifferenti alla carne viva del Cristo.

Papa Francesco scrive: «Bisogna lavorare per l’integrazione dei bambini e dei ragazzi migranti. Essi dipendono in tutto dalla comunità degli adulti e, molto spesso, la scarsità di risorse finanziarie diventa impedimento all’adozione di adeguate politiche di accoglienza, di assistenza e di inclusione».

Caro Papa Francesco, non so se gli adulti e le istituzioni siano pronte a far questo: il loro dio, che si chiama denaro, dice altro. So che però i bambini del nostro Centro, i bimbi di Integra, sono molto inclusivi, pieni di sorrisi e di affetto da investire, carichi di risorse, di sensibilità e abbracci da donare. Il loro Dio, per ora, è ancora il tuo e si chiama Amore.